Balance. Different Types of Equilibrium

Abstract

Balance è il tema di WAVe 2026, i workshop internazionali di architettura dell’Università Iuav di Venezia.

WAVe propone un modello didattico intensivo fondato sul lavoro collaborativo, che riunisce studenti e docenti provenienti da scuole di architettura internazionali. Attraverso una serie di laboratori progettuali, i partecipanti sono invitati a esplorare forme innovative di convivenza, tecniche costruttive, immaginari spaziali, strutture e dispositivi architettonici capaci di stabilizzare e riconfigurare le condizioni del reale.

Il tema di quest’anno esprime la volontà di promuovere approcci sperimentali orientati alla ricerca di diverse forme di equilibrio contemporaneo attraverso il progetto di architettura. Un equilibrio inteso come qualità dinamica che attraversa l’intero processo progettuale e rappresenta il punto di incontro tra forze opposte: stabilità e cambiamento, memoria e innovazione, naturale e artificiale, permanenza e trasformazione, struttura e vuoto. L’architettura ricerca tale equilibrio non come stato immobile, ma come processo continuo, aperto a condizioni temporanee. In un mondo frammentato e instabile, il progetto diventa atto di sintesi e misura, capace di restituire coerenza e significato al paesaggio contemporaneo.

WAVe 2026 indagherà il tema dell’equilibrio a partire dagli attuali scenari di precarietà. I partecipanti saranno chiamati a sviluppare teorie e progetti in grado di organizzare forme e spazi della collaborazione entro registri di compresenza adattiva e di mutuo supporto, concepiti come sistemi capaci di trasformare le tensioni interne in risorse strutturali e spaziali.

La ricerca dell’equilibrio si configura come azione combinatoria che integra competenze tecniche e saperi umanistici. L’architettura è chiamata ad assorbire e mediare le discontinuità generate dall’influenza antropica sullo spazio, configurandosi come dispositivo al tempo stesso riparativo e organizzativo dell’habitat contemporaneo. Il progettista è invitato a concepire l’architettura come sistema relazionale, capace di costruire un terreno comune e riorganizzare gli equilibri all’interno di contesti specifici.

Questa edizione di WAVe rafforza la cooperazione internazionale tra università e costruisce una piattaforma culturale condivisa, nella quale studenti e docenti dialogano nella cornice veneziana.

Balance si propone di consolidare una rete di cooperazione capace di generare, attraverso il lavoro di ricercatori e studenti, una pluralità di visioni, metodi e approcci progettuali. Tali contributi saranno orientati alla riconfigurazione di spazi irrisolti e condizioni di disparità presenti nella città contemporanea, assumendo il sapere architettonico come strumento di trasformazione.

La teoria assume un ruolo centrale quale strumento anticipatore, capace di riorganizzare il pensiero e orientare l’azione progettuale. Attraverso la riflessione teorica e la sperimentazione, WAVe 2026 invita i partecipanti a immaginare dispositivi architettonici in grado di valorizzare risorse limitate, riequilibrare disarmonie spaziali e sociali e contribuire a processi di riparazione, riordino e riscoperta di luoghi in equilibrio.

Michel Carlana, Simone Gobbo
Coordinatori scientifici WAVe 2026

Atelier

Balance in motion. Forces made visible

Roberta Albiero, Riccarda Cantarelli, Silvia Cattiodoro, Giovanni Mucelli

Con il contributo di Leonardo Filesi, Bianca Mascellani

Needle Tower II di Kenneth Snelson (1969), Museo Kröller-Müller, Paesi Bassi.
Needle Tower II di Kenneth Snelson (1969), Museo Kröller-Müller, Paesi Bassi.

9 -17 luglio
4 CFU in tipologia D

Conferenze:
Leonardo Filesi, Forme viventi e geometrie naturali: equilibrio, crescita e tensione nel mondo vegetale.
Bianca Mascellani, Strutture in equilibrio: dalla statica alle sperimentazioni tensegrali.

Il workshop sarà strutturato sotto forma di conferenze e di una sperimentazione pratico-teorica sulla relazione tra forma e struttura intesa come campo dinamico di relazione tra forze. Le mani costituiranno un fondamentale strumento di pensiero e del fare per la realizzazione di disegni e modelli, attraverso l’apprendimento di tecniche costruttive con metodi di learning by doing, che saranno predisposti al fine di sperimentare il rapporto tra forma e struttura.

Contributi esterni forniranno una visione più ampia e transdisciplinare: dall’architettura alla biologia, dal design al corpo umano, dalla statica alla scultura, dove l’idea di equilibrio è intesa, non come sistema statico, bensì come transizione continua da uno stato di equilibrio a un altro.

Il particolare verrà esplorato il concetto di tensegrità (tensional integrity): principio strutturale dato dall’equilibrio di elementi rigidi compressi ed elementi flessibili in trazione, che danno vita a strutture leggere, stabili e resistenti. Coniato da Buckminster Fuller, il termine trova applicazioni non solo in architettura, ma anche nel mondo dell’arte, e nella biomeccanica corporea. “Isole di tensione in un oceano di compressione”[1] è la formula utilizzata da Buckminster Fuller per sintetizzare l’equilibrio dinamico delle forze opposte messe in gioco.

L’equilibrio tra peso, spinta e tensione, fondamento dell’architettura sin dalle sue origini, rivela una sapienza costruttiva capace di trasformare la forma/struttura in un organismo dinamico, stabile e durevole.

Nel mondo dell’arte si farà riferimento alle sperimentazioni di Alexander Calder, Bruno Munari e in particolare all’opera di Kenneth Snelson oltre che alla biologia e alla fisiologia nel mondo naturale. Negli animali (e in altre strutture biologiche cellulari), che devono gran parte della loro resistenza alla trazione e alla compressione delle loro parti costitutive, i muscoli, i tendini e le ossa, generano un sistema tensionale resistente in equilibrio e di controllo del movimento.
Il termine tensegrità, che esprime il concetto universale di equilibrio dinamico di forse contrapposte (in questo caso l’abbandono e l’autocontrollo), trova addirittura corrispondenza, secondo lo scrittore e antropologo peruviano naturalizzato americano Carlos Castaneda, alla pratica dei “passi magici”, antica danza praticata dalle donne e dagli uomini sciamani del Messico precolombiano. «Se vuoi ottenere il benessere fisico e l’equilibrio mentale hai bisogno di un corpo flessibile […] Per avanzare nell’ignoto occorre assumere un atteggiamento coraggioso ma non imprudente; al fine di stabilire una sorta di equilibrio tra audacia e avvedutezza.»

Il workshop avrà un focus particolare sul tema del raccontare al fine di condividere l’esperienza condotta. Sarà sviluppato e realizzato in parallelo un progetto di allestimento dello spazio nel quale i modelli studiati e prodotti dagli studenti troveranno una adeguata collocazione cercando una corrispondenza metodologica e di esiti con il tema proposto.

[1] Metafora di B. F. non scientificamente riconosciuta. Gomez Estrada G.,Bungartz H. J.,Mohrdieck C., “On cylindrical tensegrity structures”, Max Planck Institute.

Collaborators
Andrea Maggiolo, Maria Vittoria Morina, Elena Paccagnella

La complessità è un problema semplice. Progettare l’identità per un padiglione nazionale alla Biennale di Venezia

Luca Casarotto, Pietro Costa, Studio Pupilla (Francesca Biagiotti, Francesca Pellicciari), Marco Zito

Studio Boggeri, Dépliant, Stampa Pizzi e Pizio, Milano 1933.
Studio Boggeri, Dépliant, Stampa Pizzi e Pizio, Milano 1933.

10 - 17
4 CFU in tipologia D / F

La proposta si inserisce nel tema generale di Wave 2026, Balance, indagando il rapporto tra linguaggi, materiali, dispositivi e contesti progettuali differenti e il modo in cui questi possano trovare equilibrio all’interno di un sistema coerente e riconoscibile.

A partire da un tema curatoriale specifico nel contesto di un padiglione nazionale nell’ambito della Biennale di Venezia, il workshop propone agli studenti di lavorare alla costruzione di un’esperienza progettuale articolata, capace di attraversare supporti e scale diverse: dallo spazio espositivo agli oggetti, dalla comunicazione ai supporti editoriali e promozionali, dai dispositivi informativi agli artefatti d’uso e di relazione con il pubblico.

Il workshop invita a riflettere sull’equilibrio tra componenti eterogenee, ciascuna caratterizzata da una propria funzione, materialità e modalità d’uso. Gli studenti saranno guidati nella definizione di un concept e nella sua traduzione in un insieme coordinato di elementi progettuali, lavorando sulle connessioni tra forme, materiali, testi, immagini, oggetti e interazioni.

L’obiettivo del workshop è offrire agli studenti un’esperienza progettuale concreta, vicina alle dinamiche reali di un grande evento culturale internazionale, lavorando sulla costruzione di relazioni coerenti tra contesti, linguaggi e pubblici differenti.

Collaborators
Lucrezia Teghil

Costruire nuovi equilibri. Manufatti d’acqua tra permanenza e trasformazione

Armando Dal Fabbro, Antonella Gallo, Ildebrando Clemente, Andrea Iorio, Giovanni Marras, Mauro Marzo, Gundula Rakowitz

Con il contributo di Claudia Cavallo, Vincenzo D’Abramo, Giulia Conti, Claretta Mazzonetto, Giacomo Calandra Di Roccolino, Alessandro Virgilio Mosetti

Molino di Sotto, Mirano.
Molino di Sotto, Mirano.

9 - 16 luglio
Mostra il 17 luglio
4 CFU in tipologia D

Il workshop assume il Molino di Sotto a Mirano come occasione per riflettere sul progetto di riuso all’interno del territorio dell’entroterra veneziano: un paesaggio complesso, nel quale terre e acque interne risultano costantemente intrecciate e dove la rete infrastrutturale che innerva campagne e abitati ha storicamente prodotto manufatti di regolazione, attraversamento e lavoro oggi spesso dismessi o sottoutilizzati.

Il lavoro sarà sviluppato da un gruppo di docenti del Dottorato in Composizione architettonica IUAV, con il coinvolgimento di tutor e dottorandi. Per gli studenti, il Molino di Sotto costituirà l’occasione per confrontarsi con un tema progettuale reale, nel quale l’esperienza didattica si intreccia con l’osservazione dei luoghi, l’interpretazione dell’esistente e la sperimentazione compositiva.

Il Molino sarà considerato non come oggetto isolato, ma come nodo di un sistema più ampio di relazioni tra memoria produttiva, struttura muraria, vuoto interno, corsi d’acqua, sponde, percorsi pedonali e spazi pubblici circostanti. In questa prospettiva, il riuso non sarà inteso come semplice attribuzione di nuove funzioni, né come adattamento neutro dell’esistente, ma come operazione compositiva capace di costruire misure, soglie e passaggi tra ciò che permane e ciò che può essere nuovamente attivato.

Le strategie progettuali dovranno misurarsi con il carattere dell’edificio, con la sua consistenza materiale, con la memoria del lavoro e con la possibilità di restituire al complesso una nuova abitabilità pubblica. Particolare attenzione sarà posta alla conservazione e al consolidamento della struttura muraria; alla reinterpretazione del grande vuoto interno come spazio guida per funzioni pubbliche, culturali o formative; all’integrazione con il paesaggio delle acque; alla definizione di interventi riconoscibili, capaci di instaurare una relazione significativa con l’esistente.

Il workshop lavorerà dunque sul concetto di equilibrio non come compromesso debole, ma come condizione progettuale: un equilibrio instabile e produttivo, nel quale il nuovo intervento dovrà tenere insieme rispetto dell’esistente, chiarezza della trasformazione, memoria produttiva, sistema delle acque e apertura a nuovi usi collettivi.

L’esperienza potrà inoltre costituire, per gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Architettura interessati, un primo avvicinamento a un possibile laboratorio di laurea dedicato ai Molini di Sotto, come spazio di approfondimento e sviluppo delle questioni emerse durante il workshop.

Collaborators
Francesca Bianchi, Matteo Isacco

Balance. Corpi, Rovine, Derive

Monica Centanni, Mario Farina, Maria Teresa Sambin, Stefano Tomassini

Con il contributo di Daniela Angelucci, Lucia Amara, Francesco Careri, Alessandro De Cesaris, Fernanda De Maio, Maria Grazia Eccheli, Cristina Kristal Rizzo

Anselm Kiefer, Waterloo, et la terre tremble encore d’avoir vu la fuite des géants, olio, argilla, terracotta, sabbia e altri materiali granulari applicati su tela, 1982. (Da
Anselm Kiefer, Waterloo, et la terre tremble encore d’avoir vu la fuite des géants, olio, argilla, terracotta, sabbia e altri materiali granulari applicati su tela, 1982. (Da “Engramma” 230)

6 -17 luglio
6 in tipologia D / F

Balance. Corpi, rovine, derive è un programma seminariale e laboratoriale che intreccia filosofia, arti performative, architettura, archeologia, teoria dell’immagine e pratiche urbane attorno a una domanda comune: come pensare l’equilibrio quando il presente appare segnato da fratture, catastrofi e trasformazioni irreversibili? Più che indicare una condizione stabile, il “balance” viene qui inteso come tensione instabile tra corpo e spazio, memoria e distruzione, gesto e rovina, visibile e invisibile. Le giornate di studio e workshop si sviluppano come un attraversamento di paesaggi materiali e simbolici in cui il rapporto tra umano, ambiente e storia si presenta in forme continuamente infrante e ricomposte. Il primo nucleo di ricerca prende forma attorno al caso di Nemi, luogo in cui mito, archeologia, architettura e ingegneria si intrecciano in modo esemplare. Le acque del lago vulcanico, il culto antico, le navi imperiali sommerse e poi recuperate, il museo costruito per ospitarle e infine la loro distruzione durante la guerra compongono un archivio stratificato di immagini e rovine. Attraverso interventi di archeologi, architetti, studiosi di cinema e storia culturale, Nemi verrà indagata come figura paradigmatica di un paesaggio in cui natura e artificio, memoria e catastrofe convivono in una tensione permanente. Questa attenzione alle forme dell’infranto prosegue nel seminario dedicato ai Cahiers di Antonin Artaud, dove il corpo emerge come luogo eccedente ogni definizione stabile: corpo recluso, frammentato, attraversato da scritture, disegni, macchie, posture e gesti che mettono continuamente in crisi il rapporto tra linguaggio e materia. Anche qui il significato di balance non coincide con armonia o composizione, ma con una ricerca estrema di equilibrio dentro l’instabilità del corpo e della parola. Il programma si apre inoltre a una riflessione sulle pratiche artistiche e progettuali contemporanee: dall’architettura letta attraverso la genealogia femminile del lavoro creativo e professionale, sino alle sperimentazioni coreografiche, performative e urbane. I laboratori indagano infatti il sonno (le sue immagini, le sue posture) come un inedito balance notturno, spazio dell’oscurità come dono e speranza, il rapporto tra corpo e rappresentazione architettonica, le immagini della catastrofe contemporanea e la loro narrazione, fino alle derive situazioniste nello spazio veneziano sulle tracce di Guy Debord e Ralph Rumney. Attraverso letture collettive, attraversamenti urbani, pratiche di montaggio e dispositivi performativi, lo spazio viene concepito non come semplice contenitore, ma come campo di tensioni affettive, politiche e simboliche. Più che un ciclo disciplinare tradizionale, Balance si configura così come una piattaforma transdisciplinare di ricerca e sperimentazione. Filosofi, artisti, architetti, archeologi, performer e studenti sono chiamati a confrontarsi con ciò che, nelle immagini, nei corpi e nei paesaggi contemporanei, continua a sfuggire alla piena rappresentazione: ferite storiche, rovine materiali, memorie sommerse, atmosfere collettive, catastrofi ambientali e politiche. In questo senso, il programma intende costruire uno spazio condiviso di riflessione critica e pratica estetica, capace di interrogare il presente a partire dalle sue crepe, dai suoi residui e dalle sue forme di instabile ricomposizione.
Il filo di questo Wave non è tanto l’idea di balance come equilibrio pacificato, quanto di balance come tensione, frattura, perdita, rovina, voce che resiste, e tentativo di ricomposizione.

Collaborators
Francesco Collavino, Giorgiomaria Cornelio, Giulia Pigliapoco

Balance in Between Time and Space

Emanuela Sorbo, Luca Velo, Matteo Basso, Filippo Magni

Con il contributo di Jennifer Buyck, Antonella Di Trani, Celia Ghyka, Caterina Giannattasio, Pedro Gomes, Tomasz Dudek, Natasa Cukovic Ignjatovic, Theodor Reinhardt, Alvise Sforza Tarabocchia

Balance in Between Time and Space. Crediti immagine Emanuela Sorbo.
Balance in Between Time and Space. Crediti immagine Emanuela Sorbo.

6 -17 luglio
6 CFU in tipologia D

Il workshop WAVe “Balance in between Time and Space” si configura come uno spazio di ricerca interdisciplinare dedicato all’esplorazione del rapporto critico tra permanenza e trasformazione, tra memoria e progetto, tra tempo e spazio. All’interno dei percorsi WAVe dell’Università Iuav di Venezia, il laboratorio propone un’indagine sulle possibilità narrative, progettuali e speculative che emergono dall’intersezione tra architettura, restauro, urbanistica, infrastrutture ambientali e culture del paesaggio contemporaneo.

Il concetto di “Balance” viene assunto come condizione dinamica e instabile, capace di interrogare i dispositivi attraverso cui le città e il patrimonio culturale si trasformano, conservano tracce, generano conflitti e producono nuove forme di progetto. In questo quadro, il workshop intende affrontare il tema della memoria dei luoghi non come archivio statico, ma come materia viva, aperta a riletture, riusi e processi di reinterpretazione critica.

Attraverso contributi teorici, lezioni seminariali e attività laboratoriali, gli studenti saranno guidati nella costruzione di un dispositivo narrativo capace di mettere in relazione materia, tempo e spazio mediante linguaggi e strumenti coerenti con il proprio percorso formativo. Il workshop incoraggia infatti modalità espressive ibride — dal disegno alla scrittura, dalla rappresentazione audiovisiva alla modellazione spaziale, fino alle pratiche speculative e performative — come strumenti di indagine sul progetto contemporaneo.

Tra gli ospiti invitati, Alvise Sforza Tarabocchia (University of Kent), terrà la lecture “Madness troubles borders. Externalising and containing madness”, dedicata ai dispositivi culturali e spaziali attraverso cui la società definisce, separa e contiene la marginalità e la deviazione. Caterina Giannattasio (Università di Cagliari) presenterà invece “Point of Balance. Reuse scenarios for heterotopias of deviation”, una riflessione sui processi di riuso e trasformazione di spazi eterotopici e marginali come occasione progettuale per nuove forme di equilibrio urbano e sociale. Su questa linea, sarà altresì organizzato un seminario dedicato al tema del recupero e del riuso di spazi cimiteriali abbandonati, esplorando il rapporto tra materialità degli stessi e loro potenzialità trasformative, e la prefigurazione di pratiche d’uso che siano capaci di legare temporalità diverse: la memoria, il vissuto quotidiano, il futuro.

Il workshop vedrà inoltre la partecipazione di Celia Ghyka (Ion Mincu University of Architecture and Urbanism), Natasa Cukovic Ignjatovic (Univeristy of Belgrade), Antonella Di Trani (Superior National School of Architecture of Paris – Val de Seine, ENSAPVS) Tomasz Dudek e Theodor Reinhardt (TU Delft), Pedro Gomes e Jennifer Buyck della Université Gustave Eiffel e Alexandra Paio dell’Istituto Universitario di Tecnologia e Architettura di Lisbona, che contribuiranno al confronto internazionale sul tema attraverso approcci legati alla ricerca progettuale, alla rappresentazione, alle ecologie urbane e alle pratiche digitali.

Il workshop, della durata di due settimane (6–17 luglio), attribuisce 6 CFU, è aperto agli studenti delle lauree magistrali e si svolgerà in lingua inglese attraverso lecture, seminari, revisioni collettive e una mostra finali degli elaborati.

Collaborators
Tommaso Moretto, Gianluca Spironelli, Marco Tosato, Francesca Bertoncello

Program

Monday, July 06 2026
Tuesday, July 07 2026
Wednesday, July 08 2026
Thursday, July 09 2026
Friday, July 10 2026
Monday, July 13 2026
Tuesday, July 14 2026
Wednesday, July 15 2026
Thursday, July 16 2026
Friday, July 17 2026

Colophon

Università Iuav di Venezia
WAVe 2026

Balance. Different Types
Of Equilibrium

Altri corsi di studio
6 – 17 luglio 2026

Coordinatori scientifici Workshop di Architettura Venezia
Michel Carlana
Simone Gobbo

Coordinamento Altri corsi di studio
Maria Teresa Sambin

Con
Roberta Albiero, Matteo Basso, Francesca Biagiotti, Riccarda Cantarelli, Luca Casarotto, Monica Centanni, Pietro Costa, Armando Dal Fabbro, Mario Farina, Antonella Gallo, Andrea Iorio, Filippo Magni, Giovanni Marras, Mauro Marzo, Francesca Pellicciari, Gundula Rakowitz, Maria Teresa Sambin, Emanuela Sorbo, Stefano Tomassini, Luca Velo, Marco Zito

Staff
Davide Baggio, Anna Mocellini, Silvia Narducci, Alice Rampazzo

Staff amministrativo
Lucia Basile, Federico Ferruzzi, Maria Gatto

Identità visiva
Lorenzo Mason Studio

Collaborazioni
Servizio fotografico e immagini Iuav
Laboratorio strumentale per la didattica Iuav

Con il sostegno di
Fondazione Iuav

Contatti
wave2026@iuav.it

Instagram
iuav_wave